venerdì 20 gennaio 2017

Comunicazioni scolastiche che non comunicano

C’era scritto “Dettare sul quaderno delle comunicazioni con la famiglia“, noi ne abbiamo avuta una copia e quando, stamattina, ho iniziato a leggere l’avviso che mia figlia avrebbe dovuto riscrivere sul quaderno, sono stata contenta che non abbia dovuto farlo. 

Sono laureata in Lettere, scrivo per mestiere e per passione, leggo tantissimo eppure ci ho messo un po’ per comprendere il significato delle frasi, per capire il senso del messaggio.

Ogni due righe dovevo tornare al soggetto, cercare il verbo e capire l’obiettivo della comunicazione, saltando tra locuzioni, lessico specialistico, parole desuete e giri della frase.  Forse non avevo ancora bevuto abbastanza caffè? Morfeo si era dimenticato di andare a fare un giro? Ecco l’avviso, valuta tu. 

Era impossibile fare diversamente? 

Ho provato a rendere più diretta la comunicazione della prima parte del testo, per soppesarne l’efficacia e capire se fosse possibile un’alternativa, malgrado il tema specialistico. 

Avvisiamo le famiglie che anche quest’anno – come previsto da …- si terranno le prove INVALSI per rilevare lo stato dell’apprendimento di italiano e matematica. La data delle prove è stata fissata nei giorni di: (…).

Le prove INVALSI ci servono per raccogliere informazioni di contesto che saranno poi riportate sul sito INVALSI. 

A me non sembra che perda di senso ma che ci guadagni il dialogo con le famiglie: diretto e incisivo.

Penso anche a chi non è madrelingua e credo che un italiano più colloquiale, ma non per questo semplicistico o inesatto, arriverebbe a molte più persone. 

Per quanto mi riguarda, avrei preferito una scrittura più piana e chiara e sono convinta che non avrebbe tolto correttezza e profondità alla comunicazione.

Giuseppe Pontiggia, in una delle Conversazioni sullo scrivere contenute in Dentro la sera, afferma che – a volte – si usa il linguaggio specialistico perché è condiviso e pattuito da un gruppo di persone cui serve per intimidire e marcare una distanza, molto più che per comunicare e stabilire una relazione. Ammesso che quello contenuto in questa comunicazione sia “linguaggio specialistico” scolastico, ecco, mi è venuto subito in mente questo passaggio.  

Comunicazione: una delle parole che, più di tutte, è stata svuotata di senso e usiamo, troppo spesso, senza riflettere sulle implicazioni del suo significato. 

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Fonte: http://www.francescasanzo.net/2017/01/18/comunicazioni-scolastiche/

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